lunedì 18 dicembre 2006

RISTORANTI AFRICANI...due perle...

E SE VOLETE GUSTARE DIRETTAMENTE QUESTI OTTIMI PIATTI, ECCO A VOI due tipici RISTORANTI africani che vi consigliamo questa settimana…
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Ristorante Dar El Yacout(Marocchino) :Via Cadore, 23/25 MILANO - zona P.ta Vittoria
Tel. 02 5462230

Articolato su tre piani con il tipico patio centrale, un componente classica delle abitazioni nord africane, mette in bella mostra gemme dello stile architettonico moresco come un autentico riad marocchino.
Tra profumi, sapori e suoni da casbah, lasciarsi coinvolgere dai sensi diviene un rito inevitabile riscoprendo magici attimi che solo l’oriente può regalare.
La pricipale particolarità del Dar El Yacout è il servire piatti marocchini secondo il rito raffinato e tradizionale di Marrakech potando a Milano costumi, usanzee tradizioni che restituissero un senso più ampio al rito del pasto.Da gustare: cous cous, tagine, pastilla dolce e salata, mechoui di agnello, pasticceria a base di miele e mandorle, tè alla menta.
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RISTORANTE “AFRICA”: Via Gaeta 26, ROMA tel. 06/4941077.
Situato nella zona di Castro Pretorio, tra la stazione Termini e la cittadella universitaria, che comprende anche la Biblioteca Nazionale e il Policlinico.
La cucina del ristorante si caratterizza per la presenza del pane locale, davvero particolare, che fa un po' da piatto (nel senso che tutti i cibi vi sono disposti sopra), della carne di manzo, che la fa da padrona, e per una forte presenza di spezie varie, che rendono i piatti saporiti ma anche molto piccanti. Il menù è composto d'antipasti, piatti principali e dolci. Tra gli antipasti, c'è la sambusà, una sorta di raviolo croccante, ripieno di carne di manzo, verdure e spezie, davvero ottima, le felafel, ossia delle polpette di ceci e spezie fritte, ottime ma ovviamente pesantucce, e altro ancora… I piatti principali (zighinì, spriss, tibsi…) sono composti di un letto di pane su cui sono disposti pezzetti di carne (soprattutto manzo ma anche vitellone, agnello e pollo) e verdure varie, con tante spezie ad insaporire il tutto, ma anche felafel e un piatto tutto vegetariano. Ovviamente, si mangia tutto con le mani, aiutandosi con il pane. Le bevande sono quasi tutte italiane: vini vari, cola cola, birre, l'immancabile limoncello. Le uniche novità sono costituite da alcuni succhi di frutta esotica (ananas, mango e guava) e dal caffé fatto alla maniera etiopica.

DOLCETTI AFRICANI

E ora solo per voi, cari affamati lettori, tante veloci ricette di dolcetti meravigliosi tipicamente africani da gustare con amici o fidanzati…ingredienti necessari?… Maturi e squisiti frutti tropicali..
Banana, papaia, cocco o mango….Sbizzarritevi dal vostro fruttivendolo di fiducia..


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Tarte tatin alle banane









INGREDIENTI:

240g di pasta sfoglia già confezionata

8 piccole banane(100g)
100g di zucchero di canna


8 cl di Rhum

100g di margarina
3 spicchi di vaniglia
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ISTRUZIONI PER OTTENERE UN DELIZIOSO DOLCETTO:
Preriscaldare il forno a 180°C.
Togliere la buccia alle banane e tagliarle in due nel senso della lunghezza.
Mettere dentro una pentola e su fuoco lento la margarina, gli spicchi di vaniglia e lo zucchero di canna e far sciogliere fino ad ottenere un composto caramelloso.
Aggiungere le banane e far cuocere il tutto per 10 minuti.
Stendere la pasta dentro una tortiera, poi aggiungere le banane.
Mettere nel forno per circa 30 minuti.
Al momento di servire, spruzzare le banane con del rhum e far un flambe.

Consigli: Al momento di servire si può aggiungere alla fetta di torta una pallina di gelato o della panna fresca.



Crumble alla papaia:


INGREDIENTI:
8 cucchiai di latte di cocco
1 papaia
30g di noce di cocco grattuggiata
100g di farina
90g di burro
30g di zucchero
1 goccia di essenza di vaniglia o un pizzico di vaniglia in polvere
1 pizzico di sale

ISTRUZIONI:
Dentro una ciotola, mettere la farina, il cocco, lo zucchero, il sale, il burro lasciato ammorbidire e la vaniglia.
Lavorare il tutto fino ad ottenere una crema omogenea. Metterla al fresco. Aprire la papaia in due. Eliminare i noccioli neri. Pelare il frutto e taglialro a fettine. Distenderlo in modo uniforme dentro una teglia. Riascaldare il latte di cocco. Versare la crema e poi il latte nella teglia. Mettere nel forno a 210°C. Farlo dorare per circa 20 minuti.

domenica 17 dicembre 2006


Sentiamoci nipponici fin dal mattino.
Usciamo da casa con un bel Obento in mano!

Obento べんとう; 弁当
Particolare stile di cucina in cui le vivande vengono servite in un vassoio detto appunto bento; la parola è normalmente usata preceduta dall'onorifico "o" (obento). Le origini sembrano risalire al periodo Kamakura. Oggi la cucina bento viene servita sia in ristoranti normali che in locali specializzati. Gli obento sono anche usati, in forma semplificata e racchiusi in una scatola, per gite, pic-nic, durante il tradizionale hanami, cioè la visita ai ciliegi in fiore e durante i viaggi nei treni veloci a lunga percorrenza (Shinkansen).



Cosa trovo nella credenza di una cucina di un ristorante giapponese?



Alga wakame: è una delle alghe più nutrienti, cresce molto in volume quando viene reidratata; viene utilizzata anche nella cucina macrobiotica.
Aceto di riso: è l'unico aceto che si usa nella cucina giapponese, principalmente nella preparazione del riso per sushi.
Alga konbu: viene utilizzata per aromatizzare i brodi di base, può essere usata più volte e si può conservare in frigorifero
Alga nori: venduta in fogli sottilissimi è la più usata nella cucina giapponese, se è di colore verde vuol dire che è già tostata.
Senape giapponese: è di gusto piuttosto forte e a a differenza della senape occidentale ha il colore di un giallo più intenso.
Wasabi in pasta: è la radice di una pianta simile al rafano, dal sapore piccante, viene venduta in polvere o in pasta, è findamentale pre preparare e accompagnare il sushi
Zenzero rosa a fette: radice dello zenzero tagliata a fettine sottili e conservata sottaceto, solitamente servita con il sushi.
Fiocchi di bonito: è un pesce della famiglia dello sgombro, seccato e poi affettato sottilmente per ottenere delle scaglie trasparenti (katsuo-bushi). È praticamente quello che per noi è il grana padano.

NIGIRI SUSHI


Ingredienti per 8 persone:


1/2 porzione di riso per sushi
1 kg di pesci assortiti (tonno, salmone, orata, gamberi uova di salmone, piovra)
1 1/2 cucchiaio di wasabi in pasta
1 cucchiaio di aceto di riso
2 fogli di alga nori
scaglie o striscioline di ginger all'aceto
2.5 dl di salsa di soia chiara
Riso per sushi
1 kg di riso bianco a chicchi piccoli
1.1 litri di acqua
1 quadretto di 7.5 cm di alga konbu
1.5 dl di aceto di riso
1 cucchiaio di sake
50 g di zucchero
3 cucchiaini di sale


Tempo occorrente: 1 ora e 30 minuti


Preparazione:

Mescolare l'aceto di riso con acqua fredda in una ciotola, con le mani inumidite di acqua acidula, prendere una porzione di riso per sushi grande come una grossa noce, schiacciarla nel palmo della mano e le dite ripiegate in modo da darle una forma ovale.
Prima di aggiungere il ripieno, si spalma del wasabi su ciascun nigiri sushi. Quando le polpette di riso sono pronte, prendere un pezzo di pesce o un frutto di mare, spalmare del wasabi sul lato inferiore e appoggiarlo sul riso premendo leggermente e usando sempre le dita dell'altra mano per correggere la forma: le polpette dovranno essere il più possibile uguali. Il ripieno dovrebbe sporgere leggermente dai lati. Disporre il sushi su un piatto, accompagnati da abbondante ginger all'aceto e salsa di soia. Intingere leggermente le polpettine nella salsa di soia prima di mangiare con le dita.

P.S.: Lettori/trici di IL Mestolo posso dirvi che ho preparato il sushi per i miei genitori in visita a Milano con questa ricetta. Per di più, i commensali erano particolarmente ostici da soddisfare ( - Sushi? Ma cos'è? Un nuovo modo di fare pasta al forno? -), ma alla fine ho fatto una gran bella figura!

Quindi non diffidate, se Le Ragazze del Mestolo dicono una cosa è perché l'hanno provata sulla loro pelle!!!